Divertimenti musicali alla corte dell'Arcivesco Geronimo Colloredo di Salisburgo

Wolfgang Amadeus MOZART
divertimenti per sestetto di fiati
(con strumenti d'epoca)

Ensemble SANS SOUCI

Giuseppe NALIN: Oboe
Davide BETTIN: Oboe
Marco BERTONA: Corno
Lorenzo MENEGHETTI: Corno
Paolo TOGNON: Fagotto
Claudio VERH: Fagotto

Divertimento N 8 in fa maggiore KV 213:
Allegro spiritoso, Andante, Menuet, Contreddanse et Rondeau (Molto allegro)

Divertimento N 9 in Si bem. maggiore KV 240
Allegro, Andante grazioso, Menuet, Allegro

Sonata K 292 per due fagotti
Allegro, andante, rondò

Divertimento N 12 in mi bem. Maggiore KV 252
Andante, Menuet, Polonaise (Andante), Presto assai

Divertimento N 13 in Fa maggiore KV 253
Tema con variazioni, Menuet, Allegro assai

Composti tra il luglio del 1775 e il gennaio del 1777, questi cinque divertimenti per due oboi, due corni e due fagotti, sono conservati in un manoscritto nella Biblioteca di stato prussiana di Berlino. Essi furono creati in funzione della "Musique de table" per la corte dell'Arcivescovo di Colloredo a Salisburgo. All'epoca infatti questo vescovo italiano (proveniva da Vittorio Veneto) non solo fu la massima carica religiosa del tempo, ma fu anche il primo e despota magnate alla cui corte erano al servizio i due Mozart: il padre Leopold e poi il giovane insofferente Wolfgang.
Naturalmente anche le massime cariche religiose amavano circondarsi talvolta di borghesi altolocati in feste gaudenti nelle quali la musica soprattutto quella vivace per fiati, trovava un ideale connotazione. Ne sono prova i divertimenti eseguiti questa sera.
In queste composizioni, i due oboi hanno la responsabilità della linea melodica e dello sviluppo tematico. I due fagotti si occupano della linea del basso, realizzando l'accompagnamento puntato delle cadenze e i due corni hanno la funzione armonica e apportano un originale e quanto mai interessante tocco di colore. Questo timbro caratteristico, lascia supporre che, malgrado una distribuzione destinata a suonare "en plein air", i divertimenti sono pensati come ensembles di musica da camera dove ciascuna voce ha una parte solistica.
Il genere musicale del Divertimento, cioè composizioni dal sapore immediato e leggero ha sempre accompagnato lo spirito mozartiano in gran parte della sua produzione. I primi divertimenti per fiati, risalenti al periodo salisburghese, appartengono al mondo spensierato delle feste campestri e delle albe notturne del giovane Mozart.
Le ance e i corni in questi divertimenti si lanciano con veemenza in sottolineature espressive molto immediate e brillanti che consentono una comunicazione spontanea con gli auditori, fossero quelli del XVIII sec. o i nostri contemporanei. Dentro la canonica forma-sonata si sviluppano in semplice essenzialità gli sviluppi formali con una capacità di sintesi e di equilibrio tra forma ed espressione della musica assai rari.
I corni suonano spesso nel registro acuto e quindi hanno spazio maggiore ma superiore difficoltà esecutiva, ciò consente di affidare ai fagotti la linea del basso, ma di compartecipare all'espressione nobile e cantabile e predominante della coppia di oboi.
I divertimenti K 213, 240, 253, 270 sono stati scritti probabilmente per le serate più "leggere" dell'arcivescovo Geronimo Colloredo di Salisburgo, mecenate poco amato da Mozart, e sono intrisi dello spirito libero di Mozart.. Già nella scelta dello strumentario: coppie di oboi, corni e fagotti, dunque senza i clarinetti, scelti negli anni più maturi, appartengono alla timbrica ispirata ad elementi popolari e folcloristici. Elementi ideali per sottolineare l'ambiente del landler così caro a Mozart legato al suo fiero spirito austriaco. Il consueto genio di Mozart introduce dunque questo tipico andamento ternario nei trii dei minuetti senza mai, tuttavia, tradire l'eleganza formale. A cura di: G. Nalin