G. F. HAENDEL:
1759 - 2009
Il Dio e la Ninfa


"Apollo & Dafne"
(Con il Concerto Grosso Op. 3 Nº 1)
Sans Souci Baroque Ensemble
Laura FABRIS: Soprano
Riccardo RISTORI: Basso
Giuseppe NALIN: Oboe
Marco DEL CITTADINO: Oboe
Alberto TECCHIATI flauto traversiere
Marcello DEFANT: Violino
Massimo FORESE: Violino
Monica CUNEO: Viola
Giordano PEGORARO: Violoncello
Paolo TOGNON: Bassoon
Lorenzo FEDER: Clavicembalo/Organo

G. F. Handel iniziò la stesura della partitura della cantata profana "Apollo e Dafne", probabilmente a Venezia in 1709, ma non la completò che ad Hannover in 1710, dove prese il posto di maestro di cappella dell'elettore. La strumentazione acquista una colorazione molto intensa poiché, oltre all'impiego usuale degli archi, Handel aggiunse una coppia di oboi e un fagotto. La struttura musicale è relativamente semplice, con una successione di arie col da capo ed alcune varianti che consistono in alcuni duetti per definire ulteriormente i due caratteri principali: Dafne, un soprano ed Apollo, un basso.
L'ouverture originale di Handel non ci è pervenuta, pertanto si è pensato di inserire al suo posto, il movimento di apertura del suo concerto Grosso op. 3, No.1, che probabilmente è stato composto nello stesso periodo.
La trama è basata su un testo mitologico in cui il Dio Apollo, tutto pieno di se e della sua gloria, cerca di sedurre Dafne con ogni lusinga. Ella però resiste e dichiara che piuttosto è pronta a morire, che tradire il suo onore. Apollo allora la insegue e nel momento che la sta toccando dopo averla raggiunta, deve amaramente constatare che Dafne si è trasformata in una pianta dall'alloro.
Apollo rimane così solo alla fine con il suo destino, cantando un'aria nel finale di un pathos straordinario.