|
|
Sonate Barocche alla Real Corte di Svezia SANS SOUCI Baroque Ensemble Giuseppe NALIN: oboe barocco Marco DEL CITTADINO: oboe barocco Paolo TOGNON: fagotto barocco Pierluigi POLATO: arciliuto Lorenzo FEDER: clavicembalo
Antonio VIVALDI: (Italia) Concerto RV 81 in sol min. per 2 oboi e b.c. (1678 - 1741) Allegro, Largo, Allegro (Lunds Akademiska Kapell, Hengelhart's donation 126)
SCHEIDEMANTEL: (Germania) Sonata in Si b. magg. per due oboi e b.c. (metà del XVIII sec) Adagio, Allegro, Siciliana, Allegro (Lunds Akademiska Kapell, Hengelhart's donation 124)
Francesco Antonio MONTANARI: (Italia) Sonata in Do magg. per 2 oboi e b.c. (1676 - 1730) Adagio, Allegro, Vivace (Lunds Akademiska Kapell, Hengelhart's donation 235)
Johann Elmich ROMAN: (Svezia) Sonata a tre in sol per 2 oboe e b.c. (1694 - 1758) Largo, Allegro, Andante, Presto assai (Statens musikbibliotek - The Music Library of Sweden)
Fortunato CHELLERI: (Italia) Sonata in sol min per due oboi e b.c. (1686/90 - 1757) Adagio, Allegro, Giugue, Menuet) (Lunds Akademiska Kapell, Hengelhart's donation 125)
Johann David HEINICHEN: (Germania) Sonata a trio in Si Bem. per due oboi e b.c. (1683 - 1729) Andante, Allegro, Larghetto, Vivace (Lunds Akademiska Kapell, Hengelhart's donation 127)
NOTE a cura di G. Nalin Il programma è incentrato su sei inedite trio sonate per fiati del periodo barocco di alcuni autori italiani, tedeschi e dello svedese J H. Roman, definito dai contemporanei come l'Handel svedese. L'organico composto da due oboi barocchi, fagotto barocco, arciliuto e clavicembalo è piuttosto inusuale nella scena della musica strumentale italiana, meno in quella tedesca e svedese dove l'uso dei fiati era ottimamente sviluppato, rispetto alla famosa scuola violinistica che vigeva in Italia. Ed è quindi maggiormente interessante notare che ben tre compositori italiani inclusi qui, siano tra i rari di questa nazione, che ebbero modo di approfondire questo modello di organico. Su tutti va ovviamente citato Vivaldi il quale poteva vantare importanti contatti con alcuni strumentisti dell'orchestra di Dresda. Divengono così ancor più rare e originali queste proposizioni se si parla di Fortunato Chelleri e del padovano (ma romano d'adozione e allievo del grande Corelli) Antonio Montanari. Le due composizioni dei tedeschi Heinichen e Scheidemantel rientrano per così dire nella norma, in special modo per il primo, che ne scrisse almeno una decina pare, per questo tipo di organico. Di Roman, diremo solo che le caratteristiche compositive rispecchiano molto bene la forma dei modelli tedeschi, questo certamente per la grande perizia degli strumentisti svedesi, probabilmente membri della reale accademia e cappella o addirittura del teatro di Corte di Drottingholm. Ma la cosa più interessante è il filo rosso che unisce queste sei composizioni: tutte sono conservate presso la Biblioteca di Lund e la Biblioteca di Stato di Svezia, grazie anche alla donazione Engelhartd, segno che questi autori furono più volte certamente eseguiti in terra svedese; Riproporli oggi dopo più di due secoli di oblio, diventa segno di quanto sia importante rieseguirle con una filologia correttamente informata veicolando un messaggio storico/musicale di grande impatto sociale.
Passione e abilità al servizio della musica strumentale e vocale L'Ensemble Barocco Padovano SANS SOUCI fondato da Giuseppe Nalin nel 1986, si dedica espressamente all'esecuzione di musiche che vanno dalla metà del 1600 fino alla fine del 1700. Il Sans Souci ha tenuto numerosi concerti per importanti associazioni concertistiche europee e ha inciso finora 13 CD per Dynamic e Tactus e due DVD. Ha suonato inoltre in Svezia, Inghilterra, Dublino, Irlanda, Francia, Germania, Austria, Ungheria, Spagna, Egitto, Cecolslovacchia, Belgio, Svizzera, Tunisia. Suoi CD e registrazioni di concerti, sono stati mandati spesso in onda per la radio Nazionale Spagnola, la Radio Nazionale Egiziana, la Rai Tre, la WDR tedesca, la Radio Vaticana, la Radio Nazionale Belga.
|