MI TRADI' QUELL'ALMA INGRATA

 

DON GIOVANNI

  

Wolfgang Amadeus MOZART

Harmoniemusik per ottetto di fiati dalle arie del "Don Giovanni"

(trascrizione di J. Triebensee (1772 - 1846)

 

Il concerto è accompagnato dalla recitazione da parte di un attore,

di alcuni testi ricostruiti e tratti dalle lettere mozartiane, dapontiane

e da letteratura inerente aneddoti e avvenimenti  dell'epoca

 

Ensemble SANS SOUCI

Con strumenti d'epoca

 

Giuseppe NALIN: oboe e direzione

Guido TOSCHI: oboe

Luigi MAGISTRELLI: clarinetto

Stefano FURINI: clarinetto

Marco BERTONA: corno

Lorenzo MENEGHETTI: corno

Paolo TOGNON: fagotto

Oscar MEANA: fagotto

 

Voce Recitante

Filippo CRISPO

 

 

 

Ouverture,

Notte e giorno faticar,

Ah chi mi dice mai,

Madamina, il catalogo è questo,

Giovinette che fate all'amore

Là ci darem la mano

Non ti fidare o misera

Dalla sua pace

Fin c'han dal vino

Batti, batti, o bel Masetto

Presto, presto pria ch'ei venga

Eh via buffone

Ah taci, ingiusto core

Deh vieni alla finestra

Metà di voi qua vadano

Vedrai, carino

Per queste tue manine

Mi tradì quell'alma ingrata

Non mi dir, bell'idol mio

Già la mensa è preparata

 

 

 

 

All'inizio dell'anno 1782, l'imperatore d'Austria Giuseppe II decise di fondare un ensemble a fiati, composto da otto musicisti. Un tipico organico che veniva definito anche "Harmonia" e  che proprio in quell'epoca stava ricevendo l'attenzione di molti compositori, diventando pertanto una formazione alla moda.

E questo non poteva lasciare indifferente Giuseppe II, che fino ad allora aveva rivolto una scarsa attenzione agli strumenti a fiato. Egli reclutò pertanto alcuni componenti della sua orchestra di corte tra i quali i due clarinettisti Johann e Anton Stadler, nonché i due oboisti Georg Triebensee e Jhoann Wendt, tutti molto ben conosciuti da Mozart, per poter dar vita a questa formazione che divenne assai famosa.

L'ottetto doveva generalmente animare i banchetti e le altre cerimonie mondane, soprattutto "en plain air".

Mozart dovette essere fortemente impressionato dalla sonorità dell'Harmonia imperiale, poiché fu incitato a comporre delle serenate per questo genere di ensemble. Ma l'Imperatore rifiutò ostinatamente le composizioni originali del genio salisburghese, preferendo gli arrangiamenti delle sue opere e di alcuni altri balletti. Per questa ragione lo stesso Mozart, dopo aver fatto allestire al Burgthteater "Il ratto del Serraglio", lo arrangiò per ottetto per cercare di ricavarne altri guadagni supplementari. Purtroppo questa partitura è andata perduta.

Moltissime furono comunque le opere di svariati e importanti compositori del periodo che vennero trascritte per harmonia  di fiati, e l'oboista Joseph Triebensee fu uno dei migliori trascrittori per questo genere, prova ne sia il brillante arrangiamento del "Don Giovanni" che si rivela perfettamente azzeccato, nonostante Triebensee avesse solamente 16 anni all'epoca. In seguito egli si forgerà come esecutore e compositore, succedendo a C. M. von Weber al posto di direttore dell'opera di Praga, sua città d'origine.

 

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